Bessanese – Spigolo Murari

Itinerario: Spigolo Murari
Quota: 3604 m
Dislivello: 350+600 m
Tempo: 6 h e 00 min
Difficoltà: AD+

È la via di roccia più bella e interessante.

Le difficoltà su roccia sono contenute ma il terreno e l’ambiente sono grandiosi. Le soste sono attrezzate con catena, ma il resto è da proteggere. Non va sottovalutata la lunghezza.
Dal Rifugio scendere brevemente in direzione dell’evidente morena che delimita i resti del ghiacciaio della Bessanese. Portarsi sul filo e seguirlo fino a giungere in un punto comodo per l’attraversamento. Salire quindi verso il gran nevaio che fascia la base della parete, quindi per roccette (passi I e II) fino a una prima cengia. Proseguire su un pendio di detriti o per roccette fino a una seconda cengia alla base di un’evidente parete triangolare, che si costeggia ancora verso destra fino allo spigolo. L’attacco della via è nei pressi di un’evidente vena di quarzo.

Seguire fedelmente il filo di spigolo, dove la roccia è anche più solida. L’arrampicata, sempre aerea e divertente, presenta difficoltà che in un paio di punti raggiungono il IV grado. La via termina sulla cima del segnale Rey.
Da qui, si prosegue sulla cresta sommitale, lunga circa 150 mt e piuttosto affilata, giungendo sul segnale Baretti, scavalcando alcuni spuntoni con qualche passaggio di III (oppure tramite una comoda cengia sul versante est). Dal segnale Baretti, si effettua una doppia sul colletto del segnale Tonini, che si raggiunge in breve.

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La via

1° tiro: si sale il caminetto sopra la sosta (III/III+) poi si ci sposta sullo spigolo di destra salendo qualche metro facile (I/II). Lo spigolo si impenna e si supera un tratto verticale con passi esposti (III/III+). Si sosta su spuntone (50/55 m). Si procede lungamente in conserva a sinistra del filo per gradoni di roccia e placche appoggiate (passi di I) fino a una selletta. Si prende lo spigolo e si sale prima tenendosi sul filo (II) poi sul lato destro. Si attraversa il canale verso destra ove più facile e si raggiunge l’affilato spigolo e una sosta con due spit.

2° tiro: si segue lo spigolo esposto fino alla sosta a spit (50 m – II e III).

3° tiro: si segue lo spigolo sempre esposto (II e III), si rimonta un pinnacolo, si scende e si sosta su spit (35 m – 1 chiodo).

4° tiro: si sale a destra del filo su roccia un pò delicata (IV) fino a riconquistare il filo dello spigolo (III) che si segue fino alla sosta a spit (50 m – 3 chiodi).

5° tiro: sempre sullo spigolo, poi raggiunta una selletta si sale per bella fessura a sinistra (III+). Si sale poi lungo il filo e si raggiunge la sosta a spit (50 m).

6° tiro: si segue lo spigolo (III), poi si evita un salto salendo facilmente a destra (I). Ancora sullo spigolo fino alla sosta a spit (50 m).

7° tiro: si segue lo spigolo (II) a tratti molto sottile fino alla sosta a spit (50 m).

8° tiro: si segue inizialmente lo spigolo poi si traversa a destra sotto strapiombi (III+/IV), si scala quindi un caminetto (III/III+) fino a riconquistare lo spigolo e si raggiunge la sosta (50 m – 1 chiodo).

9° tiro: si segue lo spigolo (II), poi si scala una paretina più verticale (III/III+) e si sosta su spit.

10° tiro: si sale a destra della sosta (III), poi si prende lo spigolo (II) fino alla sosta a spit (50 m).

11° tiro: si cammina in discesa sulla cresta quindi si sale con percorso non obbligato tra grossi massi cercando di mantenere il filo di cresta (II). Sosta da attrezzare (55 m).

12° tiro: si sale a sinistra evitando la parte più verticale e strapiombante dello spigolo (I e II). Sosta da attrezzare (55 m).

13° tiro: si segue una fessura (III), poi facile fino in vetta al Segnale Rey (10 m).

Si segue la cresta esposta fino a una sosta attrezzata. Si ci cala in doppia (15 m) e si prende una cengia sul lato sinistro. Si segue lungamente la cengia (passi di I e II) fino a quando si è costretti a rimontare la cresta e si raggiunge una sosta attrezzata, Segnale Baretti. Si ci cala in doppia (strapiombante – 20 m) e percorrendo la cresta si raggiunge la Madonnina, Segnale Tonini (6 h dall’attacco).

Discesa

Lunga e abbastanza complessa (via normale per il versante Sud e la cresta SE – PD-).

Dalla vetta si scende seguendo segni bianchi e tracce per il ripido versante SE (passi I). Raggiunta una doppia attrezzata ci si cala e si raggiunge l’imbocco di un canalone nevoso sul versante francese. Si può scendere direttamente per il canalone o si prosegue per la cresta (segni bianchi) quindi per sfasciumi (ometti) verso destra. Si raggiungono i nevai e si continua restando il più possibile a mezzacosta (direzione Sud – ometti). Raggiunta una grossa zona di sfasciumi si è obbligati a scendere per raggiungere la base del ghiacciaio d’Arnas. Si percorre il ghiacciaio e si risale fino al colle (3010 m). Per sentiero si raggiunge il Rifugio Gastaldi (almeno 3 h)

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